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Jay AlexanderJay Alexander è Chief Technical Officer di Keysight. Nel suo ruolo dirige i laboratori centrali di ricerca e sviluppo della multinazionale americana, struttura di cui fanno parte diverse centinaia di ingegneri e ricercatori, tra cui 85 dottori di ricerca (PhD).

Abbiamo incontrato Alexander all’European Microwave Week di Norimberga, dove ci ha spiegato su quali settori tecnologici Keysight sta investendo per mantenere la sua posizione di leadership nel mercato della strumentazione elettronica.

Qual è il compito della struttura da lei diretta?

Attivitò R&D dei laborratori KeysightCome laboratori centrali ci occupiamo fondamentalmente di ricerca applicata al settore della misura. L'obiettivo primario è quello di accelerare l'innovazione. Il nostro compito è quello di sperimentare e mettere a punto quelle tecnologie di base che possano creare valore per l’azienda, che non sono già commercialmente disponibili sul mercato, e che poi entreranno a far parte del bagaglio comune a disposizione dei progettisti di soluzioni di misura che lavorano nelle nostre divisioni.
Ci occupiamo di tecnologie elettroniche hardware, di tecnologie software e di algoritmi, ma anche di processi produttivi di base nel campo delle microelettronica, dei tool di progettazione, ma anche di design industriale e di servizi. La nostra struttura ha una grande multidisciplinarietà, che considero un valore per riuscire a sperimentare e creare soluzioni innovative che aprono nuovi campi di utilizzo degli strumenti e che consentiranno poi ai nostri clienti di risolvere nuovi e vecchi problemi con nuove modalità.

Quali sono le tecnologie innovative sulle quali state investendo?

Agiamo su più fronti, sostanzialmente riconducibili alle quattro macroattività legate ad un processo di misura: sonde e sistemi di collegamento a ciò che vogliamo misurare, acquisizione e misura di un determinato segnale, analisi di ciò che abbiamo misurato, reportistica e supporto alla decisione. In ognuno di questi ambiti sperimentiamo e affiniamo le nuove tecniche.

Elaborazione parallelaAd esempio, nel campo dell’analisi delle misure stiamo lavorando molto sulle tecniche di apprendimento automatico (machine learning) e analisi automatica di grandi quantità di dati (data analytics), sull'ottimizzazione di sistemi di misura fissi e mobili distribuiti su tantissimi punti, sul calcolo parallelo e sulla correlazione di misure raccolte a diversi livelli di protocollo nei sistemi di comunicazione.
La scienza delle misure è importante. Non basta disporre di hardware di eccellenza, serve capire sin dal principio quale sia il metodo più efficace per arrivare a un risultato utile, e da lì partire per utilizzare il giusto mix di hardware e software per raggiungere l’obiettivo.
Sottosistema a onde millimetricheNel settore dell’hardware lavoriamo molto nello sviluppo di sottosistemi ad alte prestazioni, ad esempio per lavorare alle frequenze più elevate delle onde millimetriche, per sviluppare potenti sottosistemi digitali basati su componenti riprogrammabili per elaborare segnali veloci in tempo reale, ma anche per definire le architetture di interconnessione di base.
MMIC analogicoInoltre, ci occupiamo molto anche di microelettronica, progettando i circuiti integrati e/o i circuiti ibridi che ci permettono di ottenere vantaggi competitivi rispetto a quelli commerciali disponibili anche a tutti i nostri concorrenti. Progettiamo amplificatori di segnale avanzati, convertitori A/D e D/A, circuiti digitali veloci, mixer, switch e tanti altri componenti particolari che nel campo delle misura fanno la differenza.

Vi occupate ancora delle fabbricazione fisica dei componenti?

Semiconduttori III-VSì, naturalmente solo per quella nicchia di componenti numericamente piccola, ma stretegica, che ci consente di ottenere quanto di meglio possibile differenziandosi dalla concorrenza. Abbiamo anche una consolidata esperienza nello sviluppo di processi a semiconduttore, ad esempio nei materiali del gruppo III/V, che ci permette di ottenere transistor e circuiti integrati ottimizzati per le applicazioni di misura più avanzate.

Dove finisce concretamente il risultato delle vostre attività all’interno dei nostri prodotti?

Stesso cuore, diversi formatiPraticamente ovunque, anche se con tempi diversi. Alcune attività, penso ad esempio al design industriale e alle tecniche di progettazione, sono ovviamente trasversali e vengono trasferite orizzontalmente a tutte le strutture divisionali dell’azienda. Quelle tecnologicamente più avanzate, invece, seguono strade coordinate ed entrano in prodotti che non vengono introdotti necessariamente sul mercato nello stesso momento, ma che ci permettono di ottenere quelle economie di scala e di flessibilità per essere sempre competitivi sul mercato.
Ad esempio, quando sviluppiamo un componente chiave fondamentale, magari un chip o un sottosistema per l’elaborazione di una particolare classe di segnali, lo stesso può finire all’interno di uno strumento da banco utilizzato in ambienti di ricerca e sviluppo, ma anche all’interno di una scheda modulare utilizzata in un sistema di collaudo automatico, ed infine in uno strumento palmare per attività di manutenzione e installazione. La nostra tecnologia di base è la stessa, il che tra l’altro garantisce ai cliente la coerenza delle misure effettuate in vari ambienti, mentre il formato fisico degli strumenti e le modalità di utilizzo pratiche possono differire.

Recentemente avete acquisito la società Ixia, che competenze potrà portare nell’ambito delle ricerca e sviluppo?

Sicurezza informaticaIl processo di integrazione di Ixia all’interno di Keysight e ancora in corso e siamo entusiasti di poter cominciare a collaborare con colleghi che hanno competenze diversificate rispetto alle nostre. In particolare, i colleghi provenienti da Ixia hanno grandi competenze nel campo dei protocolli e delle misure su reti e servizi a livello applicativo. Ciò ci consentirà di affrontare con maggiore capacità tutta una serie di nuove sfide, a partire da quelle legate alla sicurezza delle reti e delle informazioni. In un mondo sempre più interconnesso, le minacce alla infrastrutture ai sistemi sfortunatamente non potranno che crescere. Capire cosa avviene in una rete e prevenire effetti nefasti è uno degli obiettivi primari, applicabili sia alla rete e ai servizi in senso generale, sia nell’ambito della strumentazione.

In che modo vi occupate di ricerca e sviluppo nell’ambito dei servizi?

Asset managementÈ un grande investimento a livello aziendale crescere nell’offerta di servizi, che oggi non si limitano alle classiche attività di riparazione e taratura, tuttora fondamentali, ma che si estendono a nuove soluzioni pensate per rendere più produttivo ed efficiente l’utilizzo degli strumenti di misura.
Gli strumenti di misura saranno sempre più interconnessi e rappresenteranno un classico esempio di applicazione concreta delle tecnologie IoT.Gli strumenti potranno interagire col cloud e quindi potremo pensare e servizi centralizzati che ne sfruttino al meglio le capacità.
In quest’ambito ad esempio recentemente abbiamo messo a punto una soluzione software che è diventata il cardine della nostra offerta di servizi di asset management avanzati, che possono aiutare soprattutto la grandi organizzazioni a valorizzare al meglio le apparecchiature già in loro possesso.

Categoria: Interviste

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